donnaesalute

“Salute e Genere. Una rivoluzione silenziosa”

In Politiche socio-sanitarie, Vita di sezione /

 Sabato 17 ottobre 2015, ore 9.30, presso la Sala della Musica, via Boccaleone 19, Ferrara

L’evento si configura come tappa della rassegna nazionale DonnaeSalute. Un ponte tra buone pratiche, ideata e realizzata dalla rivista e dalle associazioni Women To Be, Noi Donne Tre Punto Zero e Salute & Genere. Il progetto, presentato lo scorso 10 giugno in Senato, ambisce a realizzare un report delle buone pratiche esistenti da consegnare a inizio 2016 alle autorità competenti.

In questa tappa ferrarese sarà presente anche la nostra sezione di A.I.D.M. con un intervento della nostra Presidente Dott.ssa Debora Romano dal titolo Medicina di genere: equità e appropriatezza nell’approccio clinico.

Info e dettagli:  Evento locandina | Progetto www.donnaesalute.org


La salute delle donne richiede tante e particolari attenzioni che non possono limitarsi al trattamento della patologia e che dovrebbero agire con lungimiranza anche nella prevenzione. Quanto influisce, ad esempio, l’organizzazione dei servizi sociali sulla salute psicofisica della donna? Quali cure e attenzioni, oltre a quelle farmacologiche, possono sostenere momenti critici nelle diverse fasi che attraversano la vita delle donne? Non sono poche le esperienze positive e le eccellenze che si incontrano nei presidi sanitari pubblici. Sono strutture e servizi che funzionano talvolta molto bene, nonostante i tagli al SSN, perché le Regioni possono contare anche sul senso di responsabilità e sulle competenze del personale medico e paramedico. Il problema è che spesso sono isolate e talvolta poco conosciute: una frammentazione che non aiuta, che non ottimizza, che costituisce uno sperpero.

L’obiettivo del progetto è valorizzare le buone pratiche e le eccellenze territoriali, contribuire a fare il punto sull’idea di salute della donna, agire sulla divulgazione, sensibilizzazione e percezione del tema, far dialogare i mondi che agiscono nei vari settori (gli addetti ai lavori, gli operatori sociosanitari, l’associazionismo, la politica, il mondo accademico, le istituzioni, la ricerca). Alla fine del 2015 sarà realizzato un report, da consegnare alle autorità competenti e ai decisori istituzionali. Sarà una fotografia dell’esistente con dati, esperienze, testimonianze, potenzialità e vulnerabilità, uno strumento utile a capire quanto e cosa c’è da fare nel rapporto tra donna e salute.